Pioveva.
C’era quell’uomo che stava sotto la pioggia e una borsina di plastica adattata alla testa e un Cristo d’oro appoggiato al petto, le scarpe sporche di terra.
- Cosa direbbe il dio che hai lì se ci vedesse così a tribolare all’inverosimile, tra mille imprecazioni, mentre lo nominiamo invano?
L’uomo ha alzato le spalle.
- Se mi ammalo questa è l’ultima volta che ci vediamo – e la pioggia le gocciolava dalla cerata inzuppandole i pantaloni.
- Te non t’ammazza nessuno – aveva detto lui nel suo accento veneto – e al massimo vengo al tuo funerale -
Continuarono a lavorare.
Ad un certo punto lei socchiuse le labbra facendo entrare qualche goccia della pioggia che le colpiva di traverso la faccia.
Le gocce avevano la stessa dolcezza che i ciliegi non ancora del tutto spogli, d’autunno, lasciavano nell’aria.